Così esordisce un ganzo: le migliori entrate in scena della storia

Le Follie dell'Imperatore - Boom Baby


Come si esordisce bene nella vita?
C’è da chiederselo, visto che questo è il primo post del blog. Per entrare in scena come si deve, occorre qualcosa di adatto. Qualcosa di forte ma scorrevole, astuto, connesso al concetto di inizio, di presentazione. Già… ma cosa?

La regola d’oro, quando non sai bene cosa inventarti, è una sola: guarda un po’ chi l’ha fatto prima di te. Chi l’ha fatto bene prima di te. E copia spudoratamente prendi ispirazione.

Così mi sono venuti in mente un po’ di esempi. Tizi che quando hanno esordito, lo hanno fatto col botto. Si sono presentati e… pa-pamm, era subito chiaro che sapevano il fatto loro. E in un lampo di genio delirio metatestuale ho deciso: non sarebbero stati la mia ispirazione, sarebbero stati il mio post!

Così, eccoli qua. Ganzi che fanno entrate in scena capolavoro e definiscono se stessi in base allo stile e al piglio che mettono nel presentarsi. E a te bastano pochi minuti per capire che avrai a che fare con qualcuno di diverso rispetto a tutti gli altri.

Chissà che non valga lo stesso per questo blog.

 

 

 10 – Megamind – Megamind

Dove sta la differenza tra un cattivo e un supercattivo? Nell’entrata in scena. Guns’n’Roses a palla, androidi, luci e laser che San Lorenzo a Cesenatico in confronto è un’abat-jour. Megamind, tu sì che sai creare aspettativa! Dopo due scene ti stanno già prendendo a sberle, ma è totalmente secondario.

 

9 – V, V per Vendetta

Incontri Nathalie Portman in un vicolo buio, indossi un mantello e una maschera insurrezionista, lei ti chiede “Chi sei?” e tu… tu la perculi per «il paradosso costituito dal chiedere a un uomo mascherato chi egli sia». E poi parti con una smitragliata di “V”, allitteranti come non mai, un leggero inchino e fai saltare in aria mezza Londra. Sei o non sei un figo assoluto?

 

8 – Conan, Conan il Barbaro

Epica pura. Baby Conan viene messo a girare la terribile Ruota del Dolore, per un motivo che non ci è dato sapere. E la ruota gira e gira e gira. Gli altri bambini pian piano crollano ma lui no, «lui nel giro di tre dissolvenze (che equivalgono a circa 15 anni) si trasforma in Arnold Schwarzenegger» (cit). Scusate se è poco.

 

7 – Darth Vader, Guerre Stellari

È il 1977. La fantascienza sul grande schermo non è ancora esplosa davvero. E poi succede questo. In un corridoio di astronave dove circolano robot, minacciose truppe immacolate sparano laser, poi alla loro guida si materializza lui, in mezzo al fumo, come uno spettro nero. Due passi, un respiro dei suoi, la musica sale e tu sai, senza ombra di dubbio, che l’icona del cattivo al cinema è cambiata, ora e per sempre.

 

6 – Fiabeschi, Paz

Se avete fatto l’università da fuori sede, magari a Bologna, e non avete visto questo film, dovete recuperarlo. Non sto scherzando: dovete! Scomposto come solo i veri cult sanno essere, Paz ha anche il grande pregio di regalarci lui, Fiabeschi, il prototipo dello studente fancazzista, qualcuno che tutti abbiamo conosciuto o siamo stati. E simpatizzare con lui è inevitabile, dopo che si presenta con una pisciata interminabile in cui sfonda la quarta parete, guarda in camera, e si prepara alla scena clou dell’esame su “Apocalipsi Now”. Genio.

 

5) Kuzco – Le follie imperatore

Te ce l’hai un palazzo d’oro pieno di gente ai tuoi ordini? Guardie? Chef? Uomo sigla?!? No eh? Ecco perché tu sei tu e lui… lui è Kuzco! Ma attento a non rompergli il ritmo

 

4) Jocker – Il Cavaliere Oscuro 

Una rapina congeniata al millesimo di secondo, con un gruppo di delinquenti mascherati da clown che vociferano di un criminale che si fa chiamare Jocker… Quando poi, uno a uno, i ladri si eliminano a vicenda, indovinare chi è l’ultimo a rimanere in piedi è quasi obbligatorio. Inevitabile rimanere orribilmente estasiati dalla sua figura. «What doesn’t kill you makes you… stranger».

 

3) Jack Blues – The Blues Brother

Va’ che ci vuol del genio a scrivere una scena così, affidandosi al cliché degli effetti personali all’uscita di prigione. In un colpo solo, il regista Joe Landis presenta tutti i dettagli che renderanno grande il personaggio di Jack (compresi cappello, occhiali e scarso senso della decenza) senza mostrarcelo subito, ma avanzando pian piano verso uno svelamento che ci introdurrà anche il fratello, sulla Blues Mobile, fuori dal cancello del penitenziario. Capolavoro.

 

2) Simba – Il Re Leone 

Naaaaaaziwegnaaaa vabaghichivalàààà! Quante volte l’avete cantata, con le sillabe che volevate voi? Basterebbe questo per un posto sul podio! Ma l’intera scena di presentazione del leoncino Simba è pazzesca, costruita in modo grandioso e perfetto, con tutti gli animali della savana che accorrono alla rupe come se fosse uscito il nuovo iPhone, e contribuiscono a far salire un clamoroso senso di attesa. E con il raggio di sole che squarcia le nubi nel picco di “The Circle of Life”… pamm! La tua infanzia dà un nuovo senso all’espressione “far salire la scimmia”. Senza offesa, Rafiki.

 

1 – Trinità, Lo chiamavano Trinità

Il migliore per distacco. Poche storie. Avete già visto ogni genere di cowboy e sono tutti uomini duri e implacabili, maestosi sui loro destrieri. E poi c’è lui. Lui… Terence Hill che attraversa il deserto, trainato da un cavallo col pilota automatico. Sporco, disadattato, noncurante, mentre dorme beato sulle note di una colonna sonora pazzesca, tra le più iconiche del genere (chiedere a Tarantino per conferma).

Un giorno sarà Don Matteo, ma quel giorno è lontano. Ora arriva in prossimità di una stamberga con una mucca sul tetto (!), scopre quasi annoiato di avere uno scorpione nello stivale, ed ecco che parte la scena dei fagioli che è leggenda pura. E tu, tu che anche adesso, sì, proprio ora senti montare una clamorosa voglia di fagioli, non puoi che rendertene conto: come entra in scena Trinità, nessuno mai.

Sipario.

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