Smarka… che?

Smarkamento

...che parola strana. Difficile e anche un po’ antipatica, con quella K lì nel mezzo.

Eppure ha un suo senso. Anzi più di uno. Eccoli.

 

 1 - La metafora sportiva

Smarcarsi, nello sport, significa liberarsi. Effettuare un movimento strategico che consente di raggiungere una posizione migliore per perfezionare la propria giocata, sia essa una conclusione per andare a segno o, ancora meglio, il suggerimento per un compagno.

Lo smarcamento è un mix di estro e tecnica, competenze e creatività.

Se prima eravamo coperti, bloccati e il nostro gioco non era efficace, ecco che poi, magicamente, ci si apre un ventaglio di nuove possibilità per andare a vincere la partita.

Ciò che si fa nello sport, io voglio farlo nella comunicazione. In due modi.

Voglio:

  • Smarkarmi, per avere una visione migliore.

Ossia raccontare di ciò che faccio e che mi piace fare. Per conoscere, capire, sapermi orientare. Comunicazione, media, immaginari condivisi, prodotti digitali, pubblici connessi, fan... C’è un mondo intero, anzi, migliaia di mondi, che aspettano di essere scoperti, capiti e condivisi. Questo piccolo spazio web è la mia finestra su quei mondi.

E poi voglio:

  • Smarkarti, per mandarti a segno.

Ovvero mettere la visione di cui sopra al servizio della tua comunicazione. Capire il tuo stile di gioco, conoscere i tuoi obiettivi e scovare la giocata migliore, quella più giusta, per permetterti di sfruttare le tue caratteristiche migliori e andare a punto.

Io ti smarko, tu segni. Gioco di squadra, competenze, talenti. Come? Attraverso una serie di servizi, anzi di servigi che metto a tua disposizione, sia in campo digitale che in altri ambiti.

 

E quella K?

Ci stavo giusto arrivando.

 

2 - Il tratto distintivo

Ci sono decine, centinaia di freelance che si occupano di comunicazione, specialmente online. Tutti possono “smarcarti” (o prometterti di farlo). Ma solo io posso smarKarti, con la kappa. Quella consonante dissonante, quello svolazzo lessicale è ciò che mi differenzia dagli altri. Come il neo di Cindy Crawford, il naso di Owen Wilson, la coda di Goku.

Non sto dicendo che sono migliore. Sto dicendo che sono differente. Sono... io!
Ho abilità specifiche e competenze professionali (e anche un curriculum che le racconta) ma soprattutto ho un mio stile, un mio modo di essere, di lavorare, di esprimermi.

E credo che anche per te dovrebbe essere così.

Lo standard è utile in diverse circostanze, ma non aiuta ad emergere.

Se vogliamo che qualcosa spicchi, colpisca e si faccia ricordare, dev’essere per forza diverso dal resto.

Io lo sono. E anche tu. Scommetto che assieme troveremo il modo di mostrarlo a chiunque.

Certo, potrebbe anche non piacerti, il mio stile. Oppure, chissà, potresti realizzare che è perfetto per te. C’è un solo modo per scoprirlo!

 

3 - La chicca enigmistica

C’è un’ultima ragione, che si cela dietro al nome Smarkamento. La più sottile, la più nerd.

Scritto in questo modo, con una bella K fastidiosa, “smarkamento” contiene il mio nome, o meglio, l'alias che da sempre utilizzo online: MarKeno.
Guardate un po’:

sMARKamENtO

Vedete? Dentro questo sito c’è MarKeno. Ci sono io. È la creatura che riflette il creatore. La mia identità scorporata, ciò che sono immerso in ciò che faccio. Una specie di mix tra Frankenstein Junior e Matrix.

E niente, questa cosa mi è piaciuta un sacco. Ho un debole per i giochi di parole, come tutti coloro che sono cresciuti con Indiana Jones che inseguiva il Graal sul pavimento con le lettere che si sgretolavano.

Sul perché, poi, io abbia scelto proprio questo nickname... beh, è una luuuunga storia e possiamo tranquillamente sorvolare. Oppure chiacchierarne amabilmente davanti a una birra, che è meglio.